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C. 01/01/1990

- innesco alla tensione di rete (quindi non necessita di accenditore);

- costo contenuto;

- possibilità di funzionare in qualsiasi posizione. Pot. nom. W Pot. tot. W Cor. Di lampada A Flusso luminoso lm Efficienza luminosa Lm/W Tempo di messa a regime Condensatori di rifer. ..F Diametro mm Lunghezza mm 50 80 125 250 400 700 1.000 2.000 (380V) 60 90 137 266 425 735 1.050 2.080 0,60 0,80 1,15 2,13 3,25 5,40 7,50 8,00 1.800 3.700 6.300 13.000 22.000 40.000 58.000 125.000 30 40 46 49 52 55 55 60 5’ 4’ 4’ 4’ 4’ 4’ 4’ 4’ 7 8 10 18 25 40 60 35/500 V 55 70 75 90 120 140 165 185 130 156 170 227 290 330 390 445

b) Svantaggi:

- tempo di messa a regime relativamente lungo (4' - 5');

- riaccensione differita nel tempo (3' - 5') in caso di spegnimento per interruzione dell'alimentazione;

- sovracorrente di accensione dell'ordine del 50% di cui occorre tenere conto nella taratura delle protezioni del circuito elettrico. 2.1.2.1.5. Lampade a luce miscelata Sono lampade a vapori di mercurio ad alta pressione, le quali però sono stabilizzate, anziché con un alimentatore, mediante un filamento ad incandescenza interno alla lampada che agisce da dispositivo limitatore di corrente. Esse non necessitano di apparecchi ausiliari ed in teoria sarebbero la soluzione ideale per la conversione semplice ed economica degli impianti ad incandescenza. I loro svantaggi principali sono tuttavia:

- bassa efficienza luminosa (11-28 lm/W) ;

- posizione di funzionamento solo verticale;

- sensibilità del vetro alle sollecitazioni termiche (ad esempio se colpito dalla pioggia il bulbo scoppia) ;

- durata inferiore alle lampade a bulbo fluorescente (circa la metà) .

2.1.2.2. Lampade a scarica nei gas a bassa intensità LAMPADE A TUBI FLUORESCENTI (VAPORI DI MERCURIO A BASSA PRESSIONE) In queste lampade la produzione della luce avviene mediante la trasformazione in radiazione luminosa dei raggi ultravioletti emessi dalla scarica a bassa pressione nei vapori di mercurio; detta trasformazione avviene tramite sostanze fluorescenti che rivestono l'interno del tubo di scarica. Esse si dividono in:

- tubi fluorescenti lineari;

- tubi fluorescenti di tipo compatto. I tubi fluorescenti lineari sono stati ampiamente usati in passato per l'illuminazione pubblica in quanto rappresentavano, allora, l'unica valida alternativa alle lampade ad incandescenza (in particolare per i centri urbani). Queste lampade (per il fatto che sono a bassa pressione) risentono notevolmente degli effetti delle basse temperature sulla pressione dei gas ed in conseguenza, in tali condizioni ambientali, si ha una forte riduzione (anche del 30-40%) del flusso luminoso se non addirittura la mancata accensione. Le lampade a tubi fluorescenti sono ormai vantaggiosamente sostituite nell'illuminazione per esterni dalle lampade a scarica ad alta intensità (HID) trattate in precedenza. Nelle nuove versioni a tre o cinque bande spettrali presentano una elevata efficienza oltre ad un'ottima resa del colore, sono pertanto particolarmente indicate per illuminazione per interni. Le lampade di tipo compatto, costituite da tubi fluorescenti di piccolo diametro, ripiegati più volte in modo da ridurre il volume occupato, con ausiliari incorporati ed attacco a vite, possono in alcuni casi (ad esempio per lampioni di carattere storico) sostituire le lampade ad incandescenza seppure con i limiti citati in precedenza. Riepilogo delle caratteristiche principali

a) Vantaggi:

- efficienza luminosa elevata (45-90 lm/W)

- resa di colore ottima;

- buona durata per i tubi lineari (7.500 h)

b) Svantaggi:

-grandi dimensioni (per i tubi lineari) e quindi necessità di apparecchi costosi ed antiestetici con difficoltà di controllo del flusso luminoso;

- piccola potenza unitaria e quindi necessità di un numero elevato di lampade per ogni centro luminoso;

- notevole riduzione del flusso luminoso alle basse temperature; o di installazione all'aperto, in particolare degli attacchi portalampade. Per quanto riguarda le lampade fluorescenti munite di starter si fa rilevare che esistono delle norme, sia nazionali che europee, relative alla soppressione di radiodisturbi provocati dagli apparecchi di illuminazione per lampade e precisamente:

-D.M. 10-4-1984 "Disposizioni per la prevenzione e l'eliminazione dei radiodisturbi provocati dagli apparecchi di illuminazione per lampade fluorescenti muniti di starter" pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 166 del 18-6-1984 (suppl. ordinario) ;

- Direttiva della Commissione delle Comunità Europee del 4-11-1976 (76/890/CEE);

- Direttiva della Commissione delle Comunità Europee del 3-6-1987 (87/310/CEE);

- Norma Cenelec (Europea) EN 55015 febbraio 1987 "Limiti e metodi di misura dei radiodisturbi provocati da apparecchi di illuminazione per lampade fluorescenti". L'Istituto italiano del Marchio di Qualità, quale organismo abilitato dal D.M. 10-4-1984 al rilascio del marchio di conformità "Antidisturbi radio" ha istituito un apposito settore destinato agli apparecchi autorizzati all'uso del marchio "IMQ Antidisturbo Radio" il cui simbolo è il seguente: dall’8-6-1989 il contrassegno da applicare è il seguente: …………………………………. (1) Conforme al D.M. 13 aprile 1989 DIRETTIVA CEE/87/310 Certificato o attestato n. ….. (2) del ………………………………. (1) Indicare il nome o la sigla dell’organismo che ha eseguito le verifiche di conformità. (2) Indicare gli estremi del certificato o dell’attestato di conformità.

2.1.2.3. Lampade ad incandescenza Si dividono in due tipi:

- lampade ad incandescenza di tipo tradizionale;

- lampade ad alogeni. 2.1.2.3.1. Lampade ad incandescenza tradizionale Queste lampade, molto usate in passato e che ormai dovrebbero solo più far parte della storia dell'illuminazione per esterni, presentano le seguenti caratteristiche:

a) Vantaggi:

- costo modesto;

- assenza di ausiliari elettrici;

- piccolo ingombro;

- grande semplicità di impiego;

- resa di colore ottima;

- fattore di potenza unitario.

b) Svantaggi:

- durata limitata (1.000 ore alla tensione nominale) (La Norma CEI 34-12-V1 fascicolo S/592 prevede anche lampade con durata 2.500 ore difficilmente reperibili sul mercato.) ;

- notevole influenza della variazione di tensione sulla durata e sull'emissione;

- efficienza luminosa molto bassa (circ. 15 lm/W)

-il costo di impianto, relativamente limitato, è controbilanciato dalle elevate spese di gestione (energia e manutenzione) . 2.1.2.3.2. Lampade ad alogeni Rispetto alle lampade ad incandescenza tradizionali le lampade ad alogeni presentano le seguenti caratteristiche:

a) Vantaggi:

- efficienza luminosa più elevata (16-25 lm/W)

- maggior durata per alcuni tipi (2.000 ore alla tensione nominale; per alcuni tipi solo

1.000 ore) ;

- nessun annerimento dell'involucro durante l'esercizio.

b) Svantaggi:

- costo molto più elevato;

- forte luminanza;

- maggior delicatezza;

- temperatura di funzionamento superiore. Per quanto riguarda l'illuminazione pubblica esterna lampade sono riservate alla illuminazione non permanente di monumenti, di edifici storici o di impianti sportivi, ossia per applicazioni che richiedono un ridotto orario di funzionamento ed una accensione istantanea. Le lampade ad incandescenza tradizionali non dovrebbero assolutamente essere più installate e quelle esistenti dovrebbero essere sostituite con lampade a scarica ad alta intensità. APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE STRADALE

2.2. Apparecchi di illuminazione stradale

2.2.1. Requisiti generali Gli apparecchi di illuminazione esterna sono costituiti da un complesso meccanico, elettrico ed ottico che deve rispondere ai seguenti requisiti:

- distribuire il flusso luminoso emesso dalle sorgenti luminose in modo da indirizzarlo, con il minimo delle perdite e nel modo desiderato, sulle superfici da illuminare;

-controllare l'intensità della sorgente luminosa per evitare l'abbagliamento dell'utente della strada;

-proteggere le lampade, il gruppo ottico e gli ausiliari elettrici contro l'azione nociva degli agenti atmosferici;

-mantenere la temperatura di funzionamento della sorgente luminosa entro i limiti consentiti dalle corrispondenti norme di riferimento;

-possedere caratteristiche meccaniche, elettriche ed ottiche tali da renderlo idoneo all'impiego negli impianti in questione ed assicurare una congrua durata ed inalterabilità nel tempo delle stesse;

-avere una linea e colore gradevoli che si armonizzino con l'ambiente in cui è inserito (vedere Arredo Urbano) ;

- consentire una rapida installazione e manutenzione. I requisiti sopra esposti sono classificati secondo i seguenti aspetti:

- aspetti fotometrici;

- aspetti relativi alla sicurezza (elettrica, termica e meccanica) ;

- aspetti estetici.

2.2.1.1. Aspetti relativi alla sicurezza Gli aspetti relativi alla sicurezza elettrica, termica e meccanica sono oggetto della normazione internazionale (I.E.C.) Cenelec e nazionale (C.E.I.) . Gli apparecchi di illuminazione oggetto delle presenti raccomandazioni rientrano nel campo di applicazione delle norme:

- CEI 34-21 fascicolo n. 1034 novembre 1987 - Apparecchi di illuminazione -Parte I: Prescrizioni generali e prove;

- CEI 34-30 fascicolo n. 773 1-7-1986 - Apparecchi di illuminazione -Parte II: Requisiti particolari - Proiettori per illuminazione;

-CEI 34-33 fascicolo n. 803 15-12-1986 - Apparecchi di illuminazione - Parte II: Requisiti particolari - Apparecchi per illuminazione stradale;

- CEI 34-24 fascicolo n. 1164 febbraio 1989 (art. 9) per gli apparecchi destinati a contenere le lampade a vapore di sodio alta pressione 100 - 150 - 250 - 400 W. Gli ausiliari elettrici componenti gli apparecchi di illuminazione (portalampade, alimentatori, condensatori, ecc.) sono oggetto di norme specifiche CEI (Comitato Tecnico

34) e di tabelle di unificazione CEI - UNEL. Affinché gli apparecchi di illuminazione soddisfino le prescrizioni delle Norme CEI 3421 è anche necessario che il cablaggio interno sia completo (CEI 34-21 art. 0.4), ossia che il cablaggio dei componenti sia realizzato in fabbrica. Gli apparecchi di illuminazione per attestare la loro rispondenza alle Norme CEI mediante una Marchio di conformità, devono portare il Marchio IMQ, la concessione del quale è subordinata alle disposizioni dei regolamenti dell'Istituto Italiano del Marchio di Qualità.

2.2.1.2. Aspetti fotometrici Gli aspetti fotometrici sono di competenza della Commissione Internazionale di Illuminazione (C.I.E.) che come noto non pubblica norme bensì Raccomandazioni. Gli apparecchi di illuminazione sono oggetto delle Raccomandazioni:

- C.I.E. 27 (1973) - "Fotometria degli apparecchi per illuminazione stradale"

- C.I.E. 34 (1978) - "Apparecchi di illuminazione e impianti di illuminazione stradale: fotometria, classificazione e prestazioni"; - C.I.E. 43 (1979) - "Fotometria dei proiettori" .

2.2.1.3. Aspetti estetici Gli apparecchi di illuminazione, insieme ai relativi sostegni, vanno a determinare quel contesto più ampio che viene classificato con il termine "Arredo urbano" Va posta pertanto una particolare attenzione all'estetica (forma e colore) dell'apparecchio che deve adattarsi all'ambiente che lo circonda, meglio ancora se risulta il meno appariscente possibile nelle ore diurne; l'estetica deve comunque tenere conto, per quanto riguarda la forma, dei problemi connessi con il profilo dell'apparecchio di illuminazione (coefficiente di esposizione o di forma) che deve offrire la minore resistenza possibile alle azioni del vento.

2.2.2. CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE

2.2.2.1. Sistema ottico Il sistema ottico ha lo scopo di modificare la distribuzione del flusso luminoso emesso dalle fonti luminose. Tale distribuzione può essere realizzata mediante i seguenti dispositivi, singoli o combinati tra di loro. Riflettori Sono dispositivi che utilizzano la proprietà della riflessione (speculare, diffusa o mista) realizzati generalmente in alluminio purissimo anodizzato o vetro metallizzato. Rifrattori Sono dispositivi trasparenti, sotto forma di coppe prismatizzate o di spessore differenziato, che utilizzano le proprietà dalla rifrazione della luce. Diffusori Sono dispositivi impiegati per diminuire la luminanza delle lampade e per costituire dei volumi luminosi, quando l'estetica è un requisito primario (arredo urbano). Essi . Presentano l'inconveniente della riduzione piuttosto marcata del rendimento degli apparecchi di illuminazione.

 

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